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venerdì 19 febbraio 2016

Tratta degli esseri umani e sfruttamento sessuale, due realtà ancora troppo reali


http://ultimavoce2015.altervista.org/5913-2/  Articolo pubblicato su Ultima Voce


Non posso permettere al flusso dei miei pensieri di segnare questa carta opaca. Non posso farlo perchè è doloroso, sconveniente, e anche molto sporco.
Ma a me interessa parlarvi di quello sporco. Voglio andare sotto ai vostri letti, nelle vostre case, una ad una, ad alzare un po’ di polvere dal pavimento. Voglio analizzare gli acari della polvere, uno ad uno, e dare luce anche a quei piccoli granelli di cellule morte.
Voglio parlarvi di sfruttamento, voglio parlarvi di tratta, così, semplicemente, mentre sorseggio una birra, in una serata qualunque.
Perchè in questo mondo che straborda di giornate celebrative per qualunque cosa, l’8 Febbraio si è celebrata la giornata mondiale contro la tratta degli esseri umani e lo sfruttamento sessuale.
E ho deciso che non m’interessa se può essere definito un argomento obsoleto, “vecchio”, se può far storcere il naso alla gente, tediarla, o lasciarla indifferente.
Voglio parlare di questo perchè ho deciso che io non voglio ignorare.
La parola schiavitù riporta alla mente i libri di storia, quando si studiavano le rivolte degli schiavi, o le navi dei trafficanti del 1500 che si portavano dietro file interminabili di uomini in catene.

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Ma la schiavitù non appartiene al passato; il fenomeno dello sfruttamento dell’essere umano non riguarda solo il secolo scorso, ma persiste ai giorni nostri, trascinandosi dietro di se un bel po’ di sporcizia. Certo, il fenomeno è cambiato notevolmente, ha assunto un volto più moderno, e un costo decisamente differente; gli schiavi d’oggi hanno un bassissimo costo d’acquisto, sono un po’ dei giocattolini usa e getta, perchè questo “nuovo ma non troppo” mercato è alimentato dalla fortissima necessità di emigrare, o di migliorare la propria condizione di vita. In questo modo gli sfruttatori “usano” queste persone finchè sono giovani, belli e forti, e poi li abbandonano, alla continua ricerca di merce fresca.
Perchè questo dovrebbe interessarci?
Perchè i Paesi stanno chiudendo le frontiere ai migranti, uno dopo l’altro, sbattendo le persiane in faccia al diverso, dimenticandosi di quella che era un’ Unione Europea. E intanto le ragazze nigeriane continuano ad invadere i nostri marciapiedi, mentre gli adolescenti egiziani sono tra i più esposti allo sfruttamento lavorativo.
Premetto che le mie convenzioni in tema di morale sessuale sono molto larghe; ho una mentalità piuttosto aperta, e non mi crea alcun problema il fatto che qualcuno decida di sua spontanea volontà, senza essere costretto dalle circostanze della vita, di prostituirsi.
Ma quante sono realmente le persone che decidono deliberatamente di vendere il proprio corpo?
Mi verrebbe da dire una percentuale infinitesima, tra tutte quelle ragazze che vediamo affollare i marciapiedi delle periferie delle nostre città.
Si parla di disumanità. Perchè la tratta degli esseri umani è una delle peggiori schiavitù del XXI secolo, anche se la cosa appare talmente inaudita da sembrarci incredibile.
Riguarda il mondo intero, nessuno escluso. Riguarda me, esattamente come riguarda te.

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Per ciò che concerne il drammatico problema dello sfruttamento sessuale dei minori è sufficiente dare un rapido sguardo in portali come “Unicef”, “Amnesty International”, per accertare aspetti piuttosto agghiaccianti che caratterizzano questo triste fenomeno. Milioni di bambini in tutto il mondo sono sfruttati per il sesso a pagamento. Comprati, venduti, fatti oggetto di commercio all’interno e all’esterno dei confini nazionali, gettati come merce avariata in situazioni orribili, quali matrimoni forzati, prostituzione e pornografia infantile.
Il commercio sessuale è un’industria da milioni di dollari.
E chi non sbaverebbe dietro a tutti questi bei verdoni?
Se c’è qualcosa al mondo attorno alla quale viene accuratamente mantenuto un cordone di mistero e di depistaggio globale, ebbene si, quella è la realtà del denaro.

Povertà e sfruttamento, perchè sono ancora sempre i signori della guerra a muovere le pedine di questa grande scacchiera.
In occasione degli arrivi dei migranti vi sono fitte reti invisibili, legami indissolubili, silenziosi e velenosi, che vedono come protagonista ancora una “madame”, e un monitoraggio di giovani ragazze nigeriane. Queste vengono reclutate nel Paese di origine con la promessa di un lavoro in Europa, in cambio di un pagamento di un’ingente somma di denaro; il tutto sigillato da riti tribali, che fanno le veci ad un contratto di appartenenza, marchiato con il sangue.
Niente di nuovo, vi starete dicendo.

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Ed è proprio così, non è niente di nuovo. Perchè io stessa trattavo il problema della tratta nigeriana già almeno un lustro di anni fa, spiegando un fenomeno che faticava ad eclissarsi.
Allora perché tutto questo silenzio?
Si sfruttano donne, bambini, civiltà, culture, religioni, credenze. La dignità dell’essere umano viene completamente ridicolizzata, insanguinata, masticata e rigettata, come se l’uomo non fosse altro che un escremento di vita. E intanto le ragazze, spesso minorenni, già si trovano su di un gommone, pronte ad affrontare quel viaggio della spaeranza, che di speranza, purtroppo, ne ha ben poca.
Oggi volevo parlarvi di sfruttamento, volevo parlarvi di tratta; così, semplicemente, mentre sorseggio una birra. Perchè in questi giorni, dove non si sente altro che Unioni Civili, sterili polemiche riguardo a decisioni che non verranno mai prese; una realtà disarmante continua ad esistere, anche se la gente non la vede.

domenica 14 febbraio 2016

Perversione sessuale, quello che la scienza non dice

E’ assurdo come ad oggi, febbraio dell’anno 2016, affrontare un discorso generale sulla perversione sessuale, senza suscitare un minimo imbarazzo tra gli interlocutori, sia pressochè impossibile.
Normalmente le persone che ti stanno accanto ti rivolgono sguardi preoccupati, ti osservano come se fossi un esemplare raro di alieno, e ti domandano, con fare fintamente pacato, perchè mai dovresti interessarti a tali argomenti.
Perchè queste cose accadono sotto i nostri occhi continuamente, la perversione fa parte della vita dell’uomo; dunque, perchè non parlarne?
Forse il problema è che non se ne parla mai abbastanza.
Eppure, anche se viviamo in una società che sempre di più combatte per tutelare i diritti dei più deboli, le violenze psicologiche e fisiche subite da questa fetta di popolazione, sono sempre troppe.
Parliamo di una parte silenziosa della popolazione mondiale, alla quale appartengono i bambini, i disabili, gli anziani, e anche le donne.
Mi piacerebbe parlare di violenza di genere, prima di addentrarmi, senza fare rumore, nel pericoloso mondo delle perversioni.

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 Una realtà pressochè oscura, celata, spaventosa. Una realtà tangibile che comprende comportamenti immorali, ignobili, condannabili.
La perversione sessuale è un comportamento psicosessuale che si esprime in forme atipiche rispetto alla norma.
E chi decide arbitrariamente quale sia la norma?
Krafft- Ebing nel neanche troppo lontano 1953,definiva perversa ogni manifestazione dell’istinto sessuale non corrispondente allo scopo della natura, che sarebbe unicamente quello riproduttivo.
Alla luce degli infiniti dibattiti odierni sul “problema” delle Unioni Civili, possiamo ad oggi affermare con certezza che la società sembra, e oserei sottolineare un SEMBRA, evolversi piano piano, alla velocità tipica di un mollusco, rilasciando dietro di se una sorta di muco rifrangente, in modo da essere sempre pronta a tornare sui suoi passi.

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Ora le perversioni vengono definite parafilie. La parafilia, a sua volta, diventa patologia quando i comportamenti, i desideri sessuali o le fantasie, diventano pervasive nella vita del soggetto, provocando un profondo disagio.
Le principali perversioni sessuali che vengono prese in considerazione in ambito psicopatologico riguardano principalmente la pedofilia, il nostro caro mostro silenzioso, che rappresenta da solo il più grande tabù della società odierna, l’esibizionismo, il voyerismo, il masochismo, il sadismo, il frotteurismo, il feticismo, il travestitismo. Cosa possiamo notare da questo elenco di perversioni? Io ci vedo solo un bel po’ di “ismo”. Un modo come un altro per etichettare un essere umano con un grande francobollo, e spedirlo con posta prioritaria al suo gruppo d’appartenenza.
D’altronde è sufficiente dare un’occhiata ad un cladogramma della classificazione animale per rendersi conto di quanto l’essere umano sia da sempre portato ad ettichettare il mondo che lo circonda.
Ma attenzione, attraverso un piccolissimo lavoro di ricerca, sono riuscita a scovare delle parafilie non altrimenti specificate, perchè anche la scienza delle volte si arrende. Non si può arrivare a tutto.
In questa categoria di “non catalizzabili”, rientrano tutte quelle parafilie che non soddisfano i criteri di nessuna delle precedenti.

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Tra queste vi sono le telefonate oscene, l’attrazione sessuale per i cadaveri, l’attrazione esclusiva per una particolare parte del corpo, l’attrazione sessuale per gli animali, l’uso delle feci per l’eccitazione sessuale, l’uso delle urine.
E’ inoltre importante sottolineare che ogni perversione sessuale, per essere definita tale dalla scienza, deve durare almeno sei mesi, mantenendo costanti fantasie sessuali, impulsi irrefrenabili, comportamenti ricorrenti e intensamente eccitanti sessualmente.
Quindi, signore e signori, se provate eccitazione per una pentola, un desiderio sessuale irrefrenabile, che esplode in fantasie che albergano nella vostra mente continuamente, tanto da provocarvi orgasmi autoindotti, ma tutto svanisce alla vigilia dei sei mesi, non vi preoccupate, è tutto assolutamente normale.
Sembrano realtà assurde, ma rappresentano la realtà.
La verità è che il tema delle perversioni è strettamente legato alla moralità.
La perversione per me potrebbe essere una concezione mentale ed emozionale, a 360 gradi.
Anche il piacere di procurare un danno, un’infinita sofferenza ad una persona, senza un apparente motivo, potrebbe essere definita da me perversione.
Impulsi irrefrenabili seguiti da comportamenti immorali, nutriti da fantasie, indispensabili per il raggiungimento dell’orgasmo. Le perversioni possono coinvolgere bambini, adulti, femmine, maschi, oggetti inanimati, pentole, fiori…
Questi comportamenti hanno spesso un carattere rituale, coatto e compulsivo.
A questo punto mi chiedo e vi domando, esiste davvero un legame tra perversione e violenza?
Non mi sono dimenticata del Bondage. L’ho semplicemente lasciato per ultimo, volutamente, come ciliegina sulla torta di una società violenta e corrotta, che vede nella violenza, nella sofferenza, il solo modo per gioire.
Il Bondage è una pratica sessuale caratterizzata da dominio e sottomissione.
La sigla BDMS comprende un corteo di pratiche relazionali/sessuali/erotiche forse dolorose, forse sgradevoli sul piano fisico e psichico, spesso capaci di compromettere un legame amoroso. O forse di crearlo?
Nella cultura del Bondage tali pratiche non sono solo lecite, ma indispensabili per creare legami forti e duraturi. Avete sentito bene, si parla di legami.
Il segreto pare non sia il sesso ma il gioco, quel gioco che ha caratteri di esclusività, potere, sottomissione, possesso, dominio. Un gioco che ci fa sentire potenti.

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Tante cose fanno sentire potente l’uomo. Mi chiedo solo se sia strettamente necessario accompagnare tutto con una bella frustata.
La tematica che ruota attorno a tutto, il denominatore comune di tutte queste perversioni non è nient’altro che il potere, il controllo sull’altro.
E’ una forma di erotizzazione dell’odio e della sofferenza, che parte da molto lontano, nei meandri più nascosti della psiche del protagonista, prima di arrivare al “tavolo di tortura”.
Sembra quasi che in questo momento storico di disagio psichico- sessuale di fusione, divisione, con-fusione tra i due sessi, l’essere umano abbia bisogno di ricorrere alla violenza per provare piacere. In questo momento dove non si capisce più bene chi porta i pantaloni nella coppia ci sia bisogno di un dominatore, un essere fenotipicamente maschio, e una donna geisha, sottomessa per amore.
“Torna ad occuparti dei fornelli, donna!”
Sia che sia l’uomo ad essere il dominatore, sia che sia la donna, il denominatore comune rimare unicamente il potere e la sofferenza, generatrici di un piacere fisico e psichico.
Potenza, impotenza. Forza e debolezza. Colpa, innocenza. Purezza, corruzione. Vittima e carnefice.
Anche le perversioni sono frutto di ciò che viviamo quotidianamente.
Queste esperienze non ordinarie derivano da un disagio profondo storico/sociale; dove solo nella violenza ci concediamo il permesso di amare e di essere amati.

martedì 2 febbraio 2016

Virped, il portale dei pedofili virtuosi


Riflessione Pubblicata su Ultima Voce, Per info vedi anche:
 
 
Esiste un portale chiamato “Virped”. Si tratta di un'organizzazione di mutuo aiuto nei confronti di quelle persone che provano profonda attrazione verso i bambini, ma non sono molestatori.

Il portale si apre con una richiesta di aiuto di un ragazzo di 20 anni.

Si legge disperazione, rassegnazione, paura.

Gli obiettivi dell'associazione sono quelli di ridurre l'indelebile stigma associato alla pedofilia, permettere alla gente di conoscere la vera natura della pedofilia, il disagio profondo che provoca, fornire aiuto e supporto ai pedofili virtuali, per permettere loro di condurre una vita pressochè serena.

[Le persone non scelgono di essere attratte da adulti o bambini, così come non scelgono di essere attratti dagli uomini o dalle donne. Non tutti i pedofili sono molestatori di bambini, né tutti i molestatori di bambini sono pedofili. I molestatori di bambini si definiscono tali per i loro atti, mentre i pedofili per i loro desideri. Ci sono pedofili che non hanno mai realmente esercitato la loro attrazione sessuale nei confronti del bambino. Essi non devono essere accusati per ciò che provano, ma piuttosto supportati nella costante autocensura che devono esercitare su se stessi, per continuare ad avere un comportamento etico.]

Queste le parole del professore Blachard, docente di psichiatria a Toronto, che potete facilmente trovare sul portale “Virped”, sotto la voce intitolata “Esperti scientifici”.

Tali parole fanno riflettere sotto numerosi aspetti, che mi piacerebbe provare ad affrontare, addentrandomi in quel luogo pericoloso, che è dominato dal silenzio, dallo scandalo, dal tabù.

Niente di più affascinante!
 
 

Innanzi tutto è doveroso da parte mia sottolineare quanto le parole del professore regalino un ottimo insegnamento riguardo l'omofobia, tanto cara a noi Italiani.

Ma partiamo per gradi.

Al mondo c'è chi si propone di “normalizzare” la pedofilia. Alcuni studiosi si propongono al giorno d'oggi di utilizzare la realtà virtuale per individuare i pedofili, e successivamente curarli.

Attenzione, ho detto curare, non castrare.

Inevitabile, giunti fin qui, fare qualche piccola riflessione al riguardo.

La realtà dei fatti dimostra l'effettiva difficoltà di definire all'unanimità la pedofilia. Per la comunità scientifica rientra nelle parafilie, che rimangono comunque un grande mistero.

Secondo il modello psicanalitico il parafilico è colui che non è riuscito a completare un normale processo di sviluppo verso l'adattamento eterosessuale.

“Fissazione, regressione a forme di sessualità infantile che persistono nella vita adulta”. (Fenichel, 1945).

Angoscia e castrazione sono i termini più utilizzati anche in campo psichiatrico.

Alcuni teorici credono che la scelta di un bambino come oggetto di profondo desiderio sia da attribuire ad un comportamento tipicamente narcisista. Più precisamente, secondo la versione classica di Fenichel e Freud, la pedofilia rappresenta una scelta oggettuale narcisista, in quanto il pedofilo vede il bambino come uno specchio di se stesso nell'età infantile. Ai pedofili vengono inoltre attribuite caratteristiche quali la debolezza di carattere, e l'impotenza.

Ma la realtà è sempre più complicata di un manuale di psichiatria.
 
 

Probabilmente esistono al mondo persone che possiedono l'orientamento sessuale più sfortunato e perverso del mondo.

Ops, ho detto orientamento sessuale. Che scandalo!

E qui vi lancio la mia bomba.

Credo ci sia qualcosa di estremamente interessante e altrettanto pericoloso nelle parole dello psichiatra Blachard. Il collegamento tra le varie forme di pedofilia, ad esempio, e contemporaneamente la netta distinzione tra una pedofilia “sana”, e una profondamente malata.

Cosa vuol dire questo?

Si parla di distinguere le fantasie dagli atti.

E' giusto condannare dei soli pensieri?

Il problema che emerge alla lettura del testo dello psicanalista, e da una rapida sbirciatina al portale, riguarda il rapporto proprio tra i pensieri malati, perversi, le fantasie pericolose e ripugnanti nei confronti dei minori, l'identità sessuale del protagonista di tali pensieri, e gli atti sessuali propriamente detti.

Virped offre aiuto, sostegno, supporto. Consiglia specialisti per un supporto psicologico.

Siamo tutti esseri umani.

Nelle parole del professore Blachard possiamo intravedere esplicitamente la differenza tra pedofilo “colui che desidera un bambino”, e molestatore, “colui che molesta un bambino”.

Dunque i pedofili virtuosi sarebbero persone che hanno chiesto spontaneamente di essere psichiatrizzate, aiutate a controllare i loro istinti?

Si dice che se viviamo di soli istinti diventiamo animali, senza coscienza.

Ma se viviamo di sola razionalità ci trasformiamo in robot.

Queste persone erano turbate dai loro pensieri, dai loro desideri perversi, o angosciate dall'aver provato eccitazione sessuale in situazioni di contatto, seppur ingenuo, con qualche bambino?

In fondo lo sappiamo tutti dall'esperienza personale che, quando ci ripetiamo di non pensare ad una determinata cosa, ci stiamo automaticamente pensando.

“Pensare”, e “volere qualcosa” sarebbero dunque azioni sovrapponibili.

Ma sarà davvero utile aiutare i pedofili virtuali a contenere i loro desideri? Oppure tutta questa auto sorveglianza, la paura di pensare il male, l'angoscia esistenziale, potrebbe portare ad un raptus di violenza? Potrebbe scatenarsi la follia, così come avviene un attacco distruttivo di bulimia nervosa?

Golosità, desiderio, acquolina in bocca.

Potrà sembrare stupido o banale, ma sento di poter accostare tali aggettivi all'argomento.

“La sicurezza dei bambini è la nostra priorità”. La frase tuona sul portale “virped”, sotto la voce “Chi siamo”.

Ma c'è un'altra questione, relativa la tematica, che mi arrovella la mente.
 
 

Se un uomo utilizzasse una realtà virtuale per sfogare i propri istinti sessuali, non nuocendo in tal modo ad un bambino in carne ed ossa, ma ad una rappresentazione virtuale di questo, sarebbe perseguibile legalmente?

Credo sia una discussione interessante da affrontare in un mondo come il nostro, dove il virtuale sta nettamente scavalcando il reale.

La questione è ovviamente molto complessa e delicata, non per altro rappresenta un tabù. Un gigantesco nodo alla gola che viene raggirato silenziosamente, senza mai essere affrontato.

La realtà virtuale è qualcosa di più simile al pensiero che alla vita reale. O forse è una via di mezzo, un ibrido tra azione e pensiero.

Ma si parla di bambini. Quindi è d'obbligo considerare le implicazioni morali di tutto questo polverone.

Perchè i bambini devono comunque essere liberi di vivere la loro innocenza .]
 
Riflessione Pubblicata su Ultima Voce, Per info vedi anche:

mercoledì 13 gennaio 2016

Capodanno a Colonia, quando i botti diventano molestie


http://ultimavoce2015.altervista.org/4500-2/


Cos’è successo a Colonia la notte di capodanno?
Questa è stata la prima frase che ho cercato nel web, nel disperato tentativo di fare un po’ di chiarezza in quella nuvola di fumo in cui naviga l’incertezza di un’ondata di stupri.
I fatti sono incerti, confusi, ricostruiti dai report della polizia.
Dai giornali italiani sembra che un meteorite si sia improvvisamente abbattuto sulla città di Colonia, o che i marziani l’abbiano invasa, riducendo i cittadini in schiavitù e lavori forzati.
I fatti evidenziano un gran numero di persone riunitosi alla stazione di Colonia, pare fossero circa 400 alle ore 21, circa 1000 verso mezzanotte; tra cui molti proveniente dal Nord Africa e Medio Oriente. Alcuni testimoni parlano di un clima teso, petardi, bottiglie, fiumi di alcool, qualche rissa. Sembra addirittura che prima ancora dello scoccare della mezzanotte, per evitare incidenti, le forze dell’ordine abbiano iniziato a sgomberare il campo e a disperdere i rissosi.
Eppure all’una di notte le segnalazioni iniziano ad arrivare.
Ad oggi si tratta di 516 denunce, di cui il 40% per molestie sessuali.
La polizia ha ancora poco in mano. Si possono ipotizzare tante cose, che manterranno chiaramente il beneficio del dubbio. Si pensa che tra la folla si aggirassero soggetti aggressivi, completamente ubriachi, una parte di essi probabilmente “musi neri”. Si sarebbero organizzati in gruppi, e avrebbero iniziato ad importunare, a derubare i passanti, in modo particolare il gentil sesso.


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La notizia trapela una settimana dopo in terra tedesca, vola in Italia come un aeroplano di carta con il canonico ritardo, e viene in tempo record (mal) tradotta, rimasticata, ingrassata, gonfiata e sputata sui media locali, che a loro volta l’accartocciano per bene.
Continuano ad emergere notizie contrastanti, ma di certo il record dell’indecenza è da attribuire ai telegiornali italiani. Perché?
Qui da noi si parla subito di migliaia di ubriachi, intenti a derubare e molestare sessualmente circa un centinaio di donne; vengono immediatamente identificati come magrebini, o se si vuole eccedere nello schifo, si può abbracciare il termine sopracitato “muso nero”. Questi hanno pianificato le loro empietà tramite web, e dato il via alle danze.
Le denunce dimostrerebbero un bel po’ di schifezza umana accaduta la notte di Capodanno. Un modo come un altro per intrattenersi e trascorrere una serata un po’ diversa dalla solita routine, perché nella notte di San Silvestro, in un modo o nell’altro, il botto bisogna farlo.
Ma le notizie rimangono avvolte nell’alone dell’incertezza, e la contraddizione regna sovrana.
Il sindaco della città di Colonia Henriette Reker precisa che
“Non c’è la minima indicazione che tra i colpevoli ci siano profughi attualmente ospitati nei centri della città”.

Per gli italiani i responsabili delle molestie vanno immediatamente rispediti a casa, magari annegati nell’Egeo “per sbaglio”, perché un modo bisogna trovarlo per liberarsi di loro, l’Europa è allo sbando, in balia dello straniero. Chissà se hanno mai pensato a scioglierli nell’acido.
C’è puzza di Islamofobia , omofobia, xenofobia ovunque.

“Gli immigrati che noi accogliamo con tanto amore se la prendono con le “nostre” donne, aggredendole e stuprandole”.
Una risposta interessante arriva dal vignettista Vauro sul Fatto Quotidiano, che ha preso immediatamente la matita per difendere la pesante mole di immigrati, finiti sotto processo mediatico negli ultimi giorni.

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“Europa. Dopo i fatti di Colonia uno scatto di orgoglio”, scrive il vignettista, “Le nostre donne ce le stupriamo noi”. Frasi che fanno raggelare il sangue nelle vene, e aumentano le polemiche, e le mille contraddizioni sul web.
E’ ancora una volta il Corano a venire male interpretato, preso a brandelli e schiaffato sul web, chiara dimostrazione, secondo molti, che il seme della violenza deriva dal Testo Sacro islamico, che induce a stuprare gli infedeli.
Eppure c’è qualcosa che stona alle mie orecchie, c’è qualcosa che non torna.
L’Islam è una religione che stabilisce espressamente la parità tra uomo e donna. Il Corano dice che
“Nessuno ha il diritto di imporre agli altri le asserzioni di fede, uccidere un essere  umano è come uccidere tutta l’umanità”.
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Per quanto riguarda il rapporto controverso, e spesso discusso, che intercorre tra islam e la violenza contro le donne, credo sia doveroso attuare una distinzione tra religione e politica opprimente ed ingiusta. Vi basti sapere che nel Marzo 2012 centinaia di donne sono scese per le strade di Rabat per denunciare una legge che obbliga le minori a sposare il loro stupratore. Nel Corano si legge che Allah condanna lo stupro e lo stupratore, ma la legge no. Alla luce di tutto ciò c’è una remota possibilità che la religione islamica venga manipolata a piacimento dai “potenti musulmani”, ai quali conviene mantenere questo messaggio terrificante dell’Islam, al fine di mantenere il business del petrolio. La sfrontatezza con la quale si manipola il Testo Sacro sarebbe per tanto coperta da fiumi di petrolio.
Ma questa non è la sola notizia ridicola ed esasperante che emerge dalla tragica ondata di stupri accaduta a Colonia. Sembra che il sindaco della città abbia introdotto un codice di comportamento dedicato a tutte le donne per evitare le violenze. In parole povere Henriette Reker si è riunita con i massimi esponenti delle forze dell’ordine locali prima di partorire questo fantomatico nuovo “pacchetto sicurezza”, che prevede anche il kit anti stupro, una serie di regole di comportamento, al quale le donne si devono attenere.
Il sindaco esorta il gentil sesso a mantenere una distanza di sicurezza da persone dall’aspetto straniero, a non girare per le strade da sole ma sempre in gruppo, a chiedere aiuto ai passanti in caso di difficoltà, ad informare immediatamente la polizia nel caso si notino persone sospette, e consiglia di non assumere pubblicamente atteggiamenti che potrebbero essere fraintesi da persone di culture diverse.
Quindi, signore e signori, benvenuti nell’Apartheid del 2016, dove il “muso nero” si deve tenere ad una distanza di sicurezza, meglio se sul marciapiede dell’altro lato della strada.

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Ora non so quale sia la verità, non so quale delle miliardi d’informazioni sia realmente affidabile e giusta, tale da essere presa in considerazione.
Da una parte è vero che la violenza sulle donne non ha religione, ne tanto meno colore, volto, nazionalità; ma è altrettanto vero che la situazione ci sta pericolosamente sfuggendo di mano.

Ora, se realmente questa ondata di stupri fosse stata organizzata precedentemente, probabilmente al fine di accentuare ancora di più il clima di terrore che già aleggia nell’aria occidentale, non sarebbe giusto chiamarlo con il suo nome, ovvero terrorismo?
Il terrorismo non è solo bombe, kalashnikov, kamikaze, distruzione. E’ distruzione, ma può anche assumere sembianze macchiavelliche e subdole, basate sulla tecnica di manipolazione della vittima, per indurre un sentimento di paura, terrore, angoscia.
Non è forse questo che stiamo vivendo?
Le notizie rimangono avvolte nell’alone dell’incertezza, niente è ancora certo, la contraddizione regna sovrana.
Indubbio è che l’anno non è iniziato affatto bene, ma questo già lo sapevamo.